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DIRIGENTE SCOLASTICO
Prof. Andrea Badalamenti
Dirigente Scolastico
ATTO DI INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AL CDD "SCIASCIA E BUFALINO"
SALUTO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AL COLLEGIO DEI DOCENTI 03/09/2007
Gentilissime Colleghe, Stimati Colleghi,
1. Mi presento: sono Andrea Badalamenti e, dopo più di due anni di fatiche concorsuali, sono finalmente diventato il vostro Dirigente Scolastico.
Ho 43 anni, gli ultimi 15 circa dei quali trascorsi ad insegnare Italiano e Latino al triennio del liceo classico di Monreale, anche se lo scorso anno scolastico ho potuto svolgere la mia attività professionale presso lo scientifico di S. Giuseppe Jato annesso allo stesso "Basile" di Monreale, diretto negli ultimi due anni da una vostra vecchia conoscenza: il Preside Massimo Perrone.

2. Colgo l'occasione di questo primo incontro per dire solo le cose che mi stanno più a cuore, in attesa di stendere un vero e proprio "Atto di Indirizzo", che sarà il frutto di una prima fase di osservazione, colloqui e studio della situazione, delle difficoltà e delle esigenze della nostra comunità educativa.

3. Ed uso non a caso quest'espressione proprio per richiamare, prima di ogni altra cosa, il COMPITO che tutti noi qui presenti abbiamo: rispondere al bisogno educativo del nostro popolo, ed in particolare dei nostri ragazzi.
Non dobbiamo mai dimenticare che, soprattutto in una situazione di EMERGENZA EDUCATIVA come quella odierna, quello che abbiamo di fronte ogni giorno è un lavoro sempre più difficile (si pensi agli esempi cronaca più clamorosi, fino al bullismo), a volte frustrante e deprimente, sempre più deprezzato e poco riconosciuto nella considerazione (scarsa) sociale; ma è al tempo stesso - e forse proprio per le crescenti difficoltà che lo accompagnano - un impegno sempre più commovente ed esaltante, se teniamo conto del fatto che abbiamo tra le mani la vita, il destino, il futuro di tante persone: i nostri alunni.
E non solo loro di loro: anche delle loro famiglie, sempre più deboli e fragili, instabili ed incerte sulla propria responsabilità educativa. Anche nei loro confronti dobbiamo essere - in un certo senso - "educatori", in ogni caso un sostegno nell'opera formativa di figli consapevoli e maturi.

4. Per conseguire quest'obiettivo, la scuola - una scuola superiore come la nostra - deve offrire un ambiente adeguato. Perciò deve essere in primis un luogo di LIBERTÀ.
Siamo un'istituzione statale, e dunque deve essere garantito un reale PLURALISMO. E non intendo questo concetto in termini "escludenti", come fanno coloro che lo interpretano come annullamento di identità personali o di gruppo. Viceversa, pluralismo significa (come ricorda la stessa etimologia) che tutti coloro che - a titolo individuale o in forma aggregata - avessero qualcosa di significativo da dire o da proporre, e a livello strettamente educativo e dal punto di vista più genericamente culturale, troverà sempre da parte mia una piena ed incondizionata accoglienza e disponibilità.
E ciò vale sia per tutti noi, qui presenti, sia per i nostri ragazzi.

5. Ma è chiaro che gli alunni sono, sempre, il riflesso, il frutto dell'opera degli adulti che hanno davanti.
Per questo, ribadisco, la prima risorsa della scuola SIETE VOI DOCENTI, la cui MOTIVAZIONE e le cui CAPACITÀ e COMPETENZE rappresentano il fondamento di un'azione educativa efficace e produttiva.
Non si può, di conseguenza, pensare di poter lavorare bene come "sistema" se le singole persone che lo compongono non sono messe nelle condizioni per farlo.
Ecco perché, in quest'anno scolastico, intendo puntare molto sullo sviluppo della (già ottima) professionalità docente, su cui occorre - però - sempre ritenersi "in itinere", a partire da un desiderio di ampliare ed approfondire le proprie competenze metodologiche e di migliorare sempre più la propria professionalità.

6. Ed è anche per questo che, infine, intendo instaurare con voi, con ciascuno di voi, un rapporto che non sia innanzitutto gerarchico, ma - pur nel rispetto delle reciproche competenze - di corresponsabilità educativa, nella consapevolezza che un ambiente sereno e collaborativo può determinare un clima realmente favorevole al raggiungimento dello scopo comune condiviso.
Perciò consideratemi sempre disponibile ad ascoltare e considerare le vostre esigenze ed - anche - i vostri suggerimenti, graditi, peraltro, da chi - come me - si trova ad affrontare per la prima volta un'avventura professionale tanto impegnativa (ma affascinante) come quella che oggi mi accingo ad iniziare insieme con voi.
Grazie.


Dirigente Scolastico
"Sciascia", scuola di libertà e pluralismo
(Extra, ANNO 8 - n. 50 - novembre/dicembre 2007, p. 21)

Concluso l'iter concorsuale ordinario, espletate tutte le procedure previste, con la definitiva graduatoria degli aventi diritto, finalmente sono stati immessi in ruolo i nuovi Dirigenti scolastici, i quali hanno assunto servizio a partire dal 01 settembre 2007.

Il Prof. Andrea Badalamenti è il Dirigente dell'ITC-ITT "Leonardo Sciascia" di Erice.
Nato a Palermo, 44 anni, il Prof. Badalamenti, laureato in Lettere Moderne, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia Moderna, nel 1995. Docente di Italiano e Latino, ha insegnato per 13 anni presso il Liceo classico dell'Istituto di Istruzione Superiore "Emanuele Basile" di Monreale.
Siamo andati ad incontrare il neo-Dirigente e, al di là dei dati biografici che ci ha gentilmente fornito, abbiamo cercato di conoscerne le idee e i propositi, nonché il "Progetto" di Scuola che intende portare avanti.

Prof. Badalamenti, vuole presentare l'Istituzione scolastica di cui ha assunto la Dirigenza, caratterizzandone l'identità e come essa si pone in relazione al territorio?
"L'ITC-ITT "Leonardo Sciascia" ha celebrato proprio lo scorso anno il ventennale di vita come Istituzione scolastica autonoma, segno di un radicamento profondo e duraturo nel territorio ericino e trapanese.
In questi anni, ha assorbito il Tecnico Turistico di Valderice, originariamente sede staccata del "Marco Polo" di Palermo, attivando questo indirizzo di studio anche nella Sede di Erice, e, da quattro anni a questa parte, ha istituito anche un corso ITC presso la Casa Circondariale "San Giuliano" di Trapani, ricadente anch'essa nel territorio comunale di Erice.
Lo "Sciascia", pertanto è, sul territorio di Trapani-Erice, l'unico Istituto che ha, come offerta formativa, un Indirizzo Tecnico Turistico.
La presenza all'interno dei locali di un "Centro Risorse" contro la dispersione e del progetto "Arcobaleno" per la disabilità l'hanno reso polo di iniziative non solo di coordinamento tra le scuole, ma anche punto di riferimento per attività formative ed educative aperte al territorio e rivolte anche alla popolazione adulta. Grazie alla ricchezza di strutture laboratoriali di cui dispone, infatti, numerosi sono stati - in questo ventennio - i progetti realizzati in tal senso (PON, POR ed IFTS) concepiti per arricchire l'offerta formativa destinata ad utenti anche diversi dagli alunni "curricolari" dell'Istituto.
Un cenno particolare merita, infine, la partecipazione dell'Istituto alle reti di scuole, dove è presente in cinque di esse; Drepanon, Erice-Scuola, Aurora, Alfamedialità, Cittadinanza Europea, che contribuiscono a rendere stabile ed efficace il radicamento sopra menzionato nel territorio trapanese attraverso l'implementazione di meccanismi virtuosi di scambio e collaborazione con le altre istituzioni scolastiche ed educative ivi presenti".

Gli Organi Collegiali, nell'ambito delle loro prerogative, indicano le direttrici, le linee fondamentali del Piano dell'Offerta Formativa (POF) della Scuola. Lo Sciascia, a partire da quale vision, ha elaborato il suo POF?
"La scuola dell'Autonomia non può prescindere dal rapporto col suo territorio, del quale deve assecondare ed al tempo stesso favorire le potenzialità di sviluppo a tutti i livelli. Per questo deve, in prima battuta, individuarne la "vocazione specifica", incentrando il proprio Progetto formativo su ciò che può consentire una reale opportunità di crescita dello stesso e dei suoi giovani in modo particolare.
Deve però, al tempo stesso, tenere conto dei dati di contesto più ampi nei quali ormai si colloca ogni intervento di tipo formativo e di istruzione: l'essere irreversibilmente - cioè - inseriti tutti in una realtà "globalizzata" il cui primo orizzonte è costituito dall'Unione Europea, a sua volta proiettato in prospettiva planetaria.
Da queste premesse scaturiscono una serie di conseguenze operative e di contenuto che, se da un lato devono tenere in massima considerazione la vocazione prevalentemente turistica, non possono non tener conto, dall'altro, della necessità di rispondere alle sollecitazioni rappresentate dallo sviluppo della "società della conoscenza", cui i cosiddetti "obiettivi di Lisbona" fissati dalla Commissione Europea intendono dare il giusto rilievo. Questi devono avere ricadute operative precise e strutturate anche su un Piano dell'Offerta Formativa, ponendo al centro di esso un'attenzione alla formazione ed all'educazione della persona dell'alunno come soggetto responsabile ed autonomo nei riguardi del proprio progetto di vita e di lavoro, e per questo anche "in formazione continua", secondo l'accezione del "LLL: long life learning".
Entrando più nel dettaglio, il POF deve aiutare gli allievi ad acquisire o a rinsaldare le competenze di base (di comunicazione linguistica e matematiche) e deve, al contempo, promuovere un'altrettanto solida acquisizione di competenze nell'ambito delle tecnologie informatiche (le TIC), ormai realmente indispensabili per l'ingresso nel mercato del lavoro. È per questo che, ad esempio, lo "Sciascia" è da molti anni sede ECDL per il conseguimento della Patente Europea del computer. Non devono mancare, infine, azioni volte ad incrementare ed approfondire la conoscenza delle lingue straniere comunitarie, anch'essa necessaria per muoversi in una realtà lavorativa "globalizzata".
E deve, lo stesso POF, guardare - come accennato - con attenzione al contesto locale, sviluppando progetti finalizzati a far conoscere sempre più e meglio la storia, le tradizioni, la cultura e la realtà produttiva locale, attivando meccanismi di "partnerships" con le istituzioni e le organizzazioni imprenditoriali, il mondo dell'alta formazione (università) e della cultura, la Chiesa e tutte le agenzie che, a vario titolo, operano attivamente per lo sviluppo integrale del territorio trapanese. In questo senso è significativo che gli alunni partecipino attivamente (come hostess e stewards o guide) alle iniziative più importanti tradizionalmente promosse nell'area ericino-trapanese (i "Misteri", le manifestazioni velistiche o di tipo gastronomico, etc.), acquisendo immediatamente un atteggiamento responsabile e per quanto possibile creativo in questi contesti".

La presenza dei Docenti, del Personale non docente, dei Genitori, degli Studenti-utenti, fa della Scuola una "comunità". Essa assolve pienamente alla sua funzione se si realizza come "comunità educante". Cosa sente di dire a questa Comunità il suo Dirigente?
"Il compito fondamentale della "comunità" è rispondere al bisogno educativo dei nostri ragazzi. Non dobbiamo mai dimenticare che, soprattutto in una situazione di emergenza educativa come quella odierna, tutti noi siamo e saremo chiamati a confrontarci, ogni giorno, con un lavoro sempre più impegnativo e difficile, a volte frustrante, poco riconosciuto nella considerazione sociale, ma, al tempo stesso, esaltante nel dialogo educativo che abbiamo con i nostri Studenti. Nella Società contemporanea, la Famiglia si presenta sempre più debole e fragile, instabile e incerta nella propria responsabilità educativa. La Scuola, in quanto Comunità, deve proporsi e farsi sentire come sostegno nell'opera formativa dei Genitori, talvolta sfiduciati di fronte ad un impegno che si fa sempre più difficoltoso. Perché questo possa diventare obiettivo raggiungibile, lo Sciascia deve poter essere "luogo di libertà", in cui venga garantito un reale pluralismo; intendendo, con questo, dire che tutti coloro, individualmente o come aggregazione, che hanno qualcosa di significativo da dire o da proporre, sia a livello strettamente educativo che dal punto di vista più genericamente culturale, troverà nel Dirigente piena accoglienza e disponibilità. Nella Scuola, i Docenti rappresentano gli "esperti", i "professionisti" dell'attività didattico-educativa. La loro capacità, le competenze, l'esperienza, sostenute da una adeguata motivazione, rappresentano il fondamento di un'azione formativa efficace e produttiva. Il Personale non docente, nei suoi vari profili professionali, sta alla base, da cui non si può prescindere, della efficienza dello Sciascia. A loro viene chiesto, e continuerà ad essere chiesto, un di più in termini di disponibilità, di impegno, di servizio.
A livello personale, assicuro che è mio intendimento instaurare, con tutte le componenti presenti in questo Istituto, un rapporto che non sia innanzitutto gerarchico, ma, nel rispetto delle competenze e delle prerogative di ciascuno, chiamo tutti (Docenti, Personale non docente, Studenti, Genitori) alla corresponsabilità: educativa, amministrativa, gestionale, nella consapevolezza che un ambiente dove la comune direttrice dei rapporti interpersonali è il dialogo, determina, nei fatti, un 'clima' collaborativi che favorirà, ne sono certo, la crescita e l'ulteriore sviluppo dello Sciascia.
A conclusione di questo nostro incontro, desidero ringraziare per l'accoglienza e l'attenzione che tante persone hanno avuto nei miei confronti e auspico una sempre più fattiva collaborazione con tutte le Realtà che hanno a cuore il "benessere" dei Giovani".

Il nostro colloquio con il Prof. Badalamenti termina qui. Nel dirgli arrivederci e augurargli buon lavoro, ci impegniamo ad incontrarlo fra qualche mese, quando le dichiarazioni d'intenti avranno trovato una concreta applicazione. Grazie per l'attenzione.

di Giuseppe Iraci

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